Agilità

Agile è un aggettivo, non un sostantivo. È un mix vivente di coraggio, curiosità, disciplina e un tocco di valori umani.

Nel 2001 una community di 17 sviluppatori visionari si sono riuniti in una località sciistica dello Utah e hanno sottoscritto, sulla base delle loro esperienze maturate, quattro valori e dodici principi che fossero fonte di aiuto nello sviluppo software. Nasceva così il “Manifesto per lo Sviluppo Agile di Software”, ed è per questo che oggi il movimento che a esso si ispira viene chiamato “Agile”.

Al centro del “Manifesto” vi è l’idea che trovare modi per sviluppare più velocemente permetta di consegnare valore più in fretta, abilitando contemporaneamente l’utente a raggiungere i benefici attesi e il team a ricevere feedback sul lavoro svolto. Il “Manifesto” fornisce indicazioni di tipo euristico sul come fare, lasciando sottintendere che l’applicazione concreta vari da organizzazione a organizzazione e da progetto a progetto.

La parola “agile”, quindi, può essere interpretata come un aggettivo o rappresentare un intero movimento culturale, che sprona aziende a ripensare il proprio modo di lavorare, ponendo al centro del cambiamento l’adozione di una mentalità che privilegi le persone e la loro capacità di mettersi in relazione tra di loro.

I quattro valori proposti dal “Manifesto” fungono così da mappa per chi vuole iniziare questo processo.

  1. Gli individui e le interazioni più che i processi e gli strumenti. L’unità minima del lavoro agile è il team. Per funzionare bene, un team deve essere composto di individui motivati e messi in condizione di lavorare al meglio. Il ruolo del manager è quello di rimuovere gli impedimenti e favorire una comunicazione e condivisione più efficace tra i membri del team, riponendo in loro piena fiducia al fine di concludere il lavoro in tempo e al meglio.
  2. Il software funzionante più che la documentazione esaustiva. Il frutto di anni di attenzione e ricerca nel campo dell’ergonomia cognitiva, dell’usabilità, dello user centered design e della user experience hanno concesso agli utenti di non aver più bisogno di leggere manuali di gran parte dei dispositivi di uso comune. I team agili adottano tecniche capaci di permettere rilasci continui, scrivendo il minimo di documentazione necessaria a creare valore. Lo sviluppo viene guidato dai test (test driven development, TDD), che garantiscono un comprovato aumento della qualità di quanto si sta consegnando.
  3. La collaborazione col cliente più che la negoziazione dei contatti.
  4. Rispondere al cambiamento più che seguire un piano. Molto spesso è l’urgenza il primo sintomo a mettere le organizzazioni di fronte al fatto che qualcosa stia cambiando. Nonostante i cambiamenti siano parte della vita di un’impresa, rispondere al cambiamento, uno dei matta del pensiero agile, diventa spesso il valore più difficile da applicare.

Essere agili più che fare gli agili

Ciò che va sotto il nome di “Agile” è l’insieme di persone e strumenti che possono aiutare le organizzazioni a essere agili. In questo senso, l’agilità non è qualcosa da installare, da spingere dall’alto in qualità di manager in attesa di risultati. Non basta “fare” gli agili: si tratta piuttosto di un cambiamento di mentalità, in cui l’agilità viene manifesta nelle scelte e azioni quotidiane, e aiutata da strumenti e framework piuttosto che guidata da essi.


Questo articolo utilizza citazioni tratte dal libro “Agile company” di Marco Dussin (Autore), Ivano Masiero (Autore), A. Rimassa (a cura di), editore EGEA (2 maggio 2019). Tali citazioni sono state rielaborate e adattate ai fini di argomentare sulle tematiche trattate nel libro rispettando la Legge sul Diritto d’Autore (la legge n. 633 del 1941) così da non rendere inutile la lettura del brano originale, anzi invogliando il lettore a tale lettura.