Pitch e investor

Il pitch è come presentare la propria startup al mondo. Fare un ottimo pitch è un’arte. Fare un buon pitch non è difficile, anzi è incredibilmente semplice. Eppure la stragrande maggioranza dei founder sbaglia le cose più basilari e non ha la minima idea di quanto sembri ridicola agli occhi di esperti del settore.

Un buon pitch spiega:

Per essere efficace nel pitch, ne devi preparare tre, sequenzialmente. Inizi con il primo e vai avanti a costruire sul precedente.

Un pitch da 10 secondi viene chiamato anche “elevator pitch”, proprio perché devi essere in grado di presentarlo in una corsa di ascensore. Siccome hai solo dieci secondi, non è fisicamente possibile coprire tutti e sei i punti precedenti, ma devi assicurarti di coprire almeno i primi due.

Il pitch da 5 minuti esplora i sei punti descritti sopra senza troppi orpelli e dettagli. Non serve un supporto grafico e può essere fatto di persona a un evento di networking.

Chi possiede la determinazione, la visione e la capacità di creare un progetto di successo che fa leva su questa tecnologia, avrà l’opportunità di cambiare il mondo, aiutare centinaia di milioni di persone, e creare una startup multi-miliardaria, forse triliardaria.

Investor e tempo

La risorsa scarsa di un investor è il tempo, per questo esistono delle semplice regole su come approcciarsi a un incontro con un investor:

Dopo il primo minuto, devi cercare di leggere il linguaggio del corpo per capire se continuare o meno, magari facendo una battuta per rompere il ghiaccio. Un investor cerca un’opportunità che gli dia un ritorno di almeno “10x“ in meno di 10 anni.

Nella stragrande maggioranza dei casi, un investor vuole capire:

Bisogna che ricordi sempre che ai founder è chiaro cosa vogliono e cosa possono offrire all’investor (soldi, connessioni, clienti, esperienza), ma all’investor non è per nulla chiaro cosa i founder gli possono dare. Sii sempre cordiale, ma non fare il “paraculo” (smart-ass): gli angel investor sono allergici agli smart-ass.

Per angelo investitore o investitore informale (in inglese angel investor o business angel) si intende solitamente un soggetto facoltoso che provvede fondi da investire su un’azienda, spesso in cambio di obbligazioni o capitale proprio. (Wikipedia)

In Silicon Valley i fallimenti di un imprenditore vengono indossati un po’ come una medaglia al valore (badge of honor) o come un rito di passaggio (rite of passage). Se non hai mai fallito, significa che hai fatto solo cose ovvie.

Siccome tutti sbagliano, chi non ha mai fallito ha sempre giocato sicuro e non ha mai provato a fare qualcosa di veramente rivoluzionario. L’evoluzione tramite selezione naturale descrive il processo di come certi tratti che offrono un vantaggio competitivo rispetto ad altri sopravvivono e vengono tramandati alle successive generazioni.

“Vantaggio competitivo” non significa essere più forti o più aggressivi, ma significa fare meglio una cosa, che serve a sopravvivere, rispetto ad altri. Una startup commette errori solo quando sbaglia senza imparare nulla.

Una startup di successo non è altro che un team di persone in grado di imparare costantemente e velocemente dai propri errori.


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Questo articolo utilizza citazioni tratte dal libro “Startup Zero.0 - Imparare dai fallimenti per creare successi. Dalla Silicon Valley all’italia” di Federico Pistono, editore Hoepli (13 ottobre 2017). Tali citazioni sono state rielaborate e adattate ai fini di argomentare sulle tematiche trattate nel libro rispettando la Legge sul Diritto d’Autore (la legge n. 633 del 1941) così da non rendere inutile la lettura del brano originale, anzi invogliando il lettore a tale lettura.