Bullshit, mentors and ingredients

Il mondo si divide in due tipi di persone, chi è “full of bullshit” e chi è “zero-bullshit”. La gente “full of bullshit” è quella che parla tanto, ma non conclude nulla. Sono quelle persone che illudono se stesse e gli altri, spesso credendo alla storia che raccontano, quelle che si lamentano sempre, ma non propongono alcuna soluzione.

Le persone “zero-bullshit”, invece, sono quelle che risolvono problemi. Si fanno avanti, vanno al sodo subito, sono pratiche, efficienti ed è un piacere lavorare con loro. Tipicamente sono quelle che si lamentano poco o, se lo fanno, è comunque in funzione di trovare una soluzione.

Che cos’è una startup?

Una startup deve avere almeno le seguenti caratteristiche:

  1. Ha il potenziale di sconvolgere (“disrupt”) un intero settore o di creare un nuovo mercato in meno di dieci anni; è scalabile a milioni di persone in meno di dieci anni;
  2. Ha un’innovazione che porta un vantaggio ( di almeno 10x rispetto alla competizione ) tecnologico, di processi o entrambi.

Startup significa innovazione e velocità a operare, cose quasi impossibili per aziende vecchie più di un decennio.

Una startup è un business che può valere più di un miliardo in meno di dieci anni.

Le aziende già avviate hanno un problema strutturale di innovazione: più sono vecchie e grandi, meno riescono a innovare; per questo devono spesso assumere consulenti esterni per dare loro una visione fresca e distaccata.

L’importanza di un mentor per una startup

Sai che devi fare iterazioni veloci, anzi velocissime, validare il prodotto e il modello di business in pochi giorni, non perdere tempo in meeting troppo lunghi e abbandonare le idee che non funzionano, anche se ti stanno a cuore. Lo sai, ma non lo fai.

“The most difficult thing in life is taking your own advice”. La cosa più difficile al mondo è seguire i tuoi stessi consigli.

Il mentor perfetto ha tempo da dedicarti e gli sta a cuore la tua startup. Un mentor decide di seguire e aiutare una startup per un piacere personale. Potrebbe essere che tu gli piaccia: ti vede come un giovane promettente e vuole darti una possibilità di fare qualcosa di buono nel mondo.

Una startup esiste per risolvere un problema che le persone hanno e più il problema è importante, più è sentito da qualcuno, più la tua startup ha motivo di esistere.

Il mondo è pieno di gente che parla, ma pochissimi lo fanno, in particolare in Italia.

Gli ingredienti necessari per una startup

Una startup è basata su due pilastri fondamentali: soldi e crescita. Paul Graham, informatico, imprenditore e saggista inglese, traccia un’equivalenza tra startup e crescita. Una startup deve crescere velocemente e, per farlo, passa attraverso tre fasi:

  1. Un periodo iniziale in cui c’è poca o nessuna crescita, in cui una startup cerca di capire cosa andrà a fare;
  2. Una crescita molto rapida, una volta che c’è stato il “product-market fit”;
  3. Quando la startup è cresciuta molto ed è diventata una grande azienda, la crescita rallenterà parecchio, per limiti interni oppure perché ha raggiunto la saturazione del mercato.

Questo articolo utilizza citazioni tratte dal libro “Startup Zero.0: Imparare dai fallimenti per creare successi. Dalla Silicon Valley all’italia” di Federico Pistono, editore Hoepli (13 ottobre 2017). Tali citazioni sono state rielaborate e adattate ai fini di argomentare sulle tematiche trattate nel libro rispettando la Legge sul Diritto d’Autore (la legge n. 633 del 1941) così da non rendere inutile la lettura del brano originale, anzi invogliando il lettore a tale lettura.