Growth Hacker Marketing (2/2)

Alcune aziende passano molto tempo a provare nuove interazioni fino a raggiungere quello che i growth hacker chiamano Product Market Fit (PMF). Eric Ries, autore di “The Lean Startup”, spiega che il modo migliore per arrivare al Product Market Fit è partire da un “minimum viable product” e migliorarlo sulla base di un feedback, in contrapposizione a quello che fa un marketer, ovvero cercare di lanciare pubblicamente il prodotto con quello che pensa essere il prodotto finale. Il growth hacker aiuta nelle interazioni, consiglia e analizza ogni aspetto del business. In altre parole, il Product Market Fit è una visione sostenuta da dati e informazioni.

Make something people want (Paul Graham)

Aprirsi ai feedback

Pensiamo fuori dagli schemi, e fuori dal budget, e consideriamo se migliorare il prodotto possa essere la strategia migliore. Il punto è che il marketing è una perdita di tempo senza PMF. Ma il metodo più efficace è semplicemente il metodo socratico. Dobbiamo semplicemente e ripetutamente mettere in discussione ogni ipotesi. Per chi è questo prodotto? Perché dovrebbero usarlo? Perché lo uso?

Fate domande anche ai vostri clienti: Che cosa vi ha portato a questo prodotto? Cosa vi trattiene dall’indirizzare altre persone verso questo prodotto? Cosa manca? Che cosa è d’oro? Non chiedete a persone a caso o ai vostri amici di essere scientifici.

Virality isn’t luck. It’s not magic. And it’s not random. There’s a science behind why people talk and share. A recipe. A formula, even. (Johan Berger)

Trovare il proprio growth hack

To be successful and grow your business and revenues, you must match the way you market your products with the way your prospects learn about and shop for your products. (Brian Halligan)

Il lavoro del growth hacker, come quello del marketer, è quello di attrarre. Quindi, sì, come il vecchio modello, il growth hacking richiede ancora di attirare i clienti. Solo che si cerca di farlo in un modo economico, efficace, e di solito unico e nuovo.

Ma attenzione, perchè non si devono attrarre tutte le persone ma solo le persone giuste La maggior parte di queste persone non diventano mai clienti. I growth hacker resistono a questa tentazione (o detto in altri termini, a questa illusione). Essi scelgono, deliberatamente, di attrarre solo gli early adopters ai servizi nuovi e cercano di farlo nel modo più economico possibile.

Una domanda molto comune è: “Dove trovo le persone giuste?”. Se questo non è immediatamente ovvio per voi, allora non conoscete ancora abbastanza bene il vostro settore per prendere in considerazione il lancio di un prodotto.

Ricorda sempre che più il tuo prodotto è innovativo, più è probabile che dovrai trovare modi nuovi e innovativi per arrivare ai tuoi clienti.


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Questo articolo utilizza citazioni tratte dal libro “Growth Hacker Marketing A Primer on the Future of PR, Marketing and Advertising” di Ryan Holiday, editore Serpent s Tail (2 ottobre 2014). Tali citazioni sono state rielaborate e adattate ai fini di argomentare sulle tematiche trattate nel libro rispettando la Legge sul Diritto d’Autore (la legge n. 633 del 1941) così da non rendere inutile la lettura del brano originale, anzi invogliando il lettore a tale lettura.