Sperimentazione

Se il mondo fosse un ecosistema (relativamente) prevedibile e libero di oscillare l’approccio tradizionale alla strategia e al management avrebbe senso, tuttavia non è così. Gli studiosi hanno compreso che vi era il bisogno di innovare il suddetto ecosistema, investendo in capacità organizzative “secondarie”, in grado di promuovere l’adattamento

Quanto detto fa capire come le aziende debbano, al giorno d’oggi, essere abili nell’imparare come “fare” cose nuove. Come fare questo? Leggendo velocemente i segnali di cambiamento e agendo di conseguenza.

È nella crisi che sorgono all’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi superera se stesso senza essere superato. (Albert Einstein)

Dopo aver creato una visione profonda e condivisa della cultura dell’adattamento, avendone compreso l’importanza, possiamo far evolvere verso un nuovo stadio i processi stessi dell’azienda in un flusso continuo costituito da sperimentazione, apprendimento e adattamento.

Il percorso che attua un’azienda si può confrontare con quello di un allievo che vuole padroneggiare una nuova tecnica. Questi partendo da zero e si fa aiutare da una persona molto esperta di tale tecnica. L’allievo attraverserà tre distinte fasi:

  1. (shu, “obbedire”) Consiste nel seguire attentamente gli insegnamenti del maestro, concentrandosi sulla forma più che sulla teoria che c’è alla base delle azioni. Una volta acquisite le pratiche di base, lavorando sulla ripetizione di movimenti, la persona è in grado di passare alla fase successiva;
  2. (ha, “staccarsi”) A questo punto l’allievo inizia ad acquisire nozioni e principi che sono alla base della tecnica, ascoltando anche gli insegnamenti di altri maestri integrandoli nelle proprie pratiche;
  3. (ri, “lasciare”) L’allievo non imparare più da altre persone, bensì dalla sua stessa tecnica, liberandosi dalle pratiche e dalla teoria, creandosi un suo proprio stile e piegandolo alle diverse circostanze.

Il Pensiero divergente

La psicologa Carol Dweck sostiene che l’individuo può modificare deliberatamente la propria intelligenza, il carattere, l’abilità creativa e la stessa forma mentis col tempo e la dedizione.

Il pensiero divergente (o divergenza) è la capacità di produrre una serie di possibili soluzioni alternative a una data questione, in particolare un problema che non preveda un’unica soluzione corretta. Esso è strettamente correlato al pensiero creativo, all’atto creativo e alla creatività in generale. (Fonte Wikipedia)

Nella cultura della sperimentazione dovremmo educare le persone al pensiero divergente (vedi video), facendo crescere quell’insaziabile curiosità tipica di chi esplora per tentativi più risposte a una singola domanda, supportando nel contempo una mentalità dinamica, capace di spingere persone a fare di più per trasformare un fallimento in uno slancio per la propria crescita.

Questo articolo utilizza citazioni tratte dal libro “Agile company” di Marco Dussin (Autore), Ivano Masiero (Autore), A. Rimassa (a cura di), editore EGEA (2 maggio 2019). Tali citazioni sono state rielaborate e adattate ai fini di argomentare sulle tematiche trattate nel libro rispettando la Legge sul Diritto d’Autore (la legge n. 633 del 1941) così da non rendere inutile la lettura del brano originale, anzi invogliando il lettore a tale lettura.